di Rita Guidi
Intervista a Gabriele Pozzi - I protagonisti
Gabriele Pozzi è un chimico. Pittore, naturalista, entomologo,
filosofo d'animo e di mestiere. Ma è un chimico. "Si'. Non ho
fatto studi naturalistici nè artistici. Sono un chimico :
anche se solo (come dire ?) per tradizione familiare . Anzi
paterna, perchè mia madre invece ha studiato ate a Brera."
Dunque Milano. Perchè Pozzi è un distinto signore milanese
che non tradisce nessuna eccentricitàatistica. Forse questo
gli è rimasto di quei suoi studi esatti : la cura minuziosa
per cui l'impercettibile filo azzurro del suo gessato debba
essere di un tono appena meno intenso della cravatta. O forse
no : il gusto del particolare gli viene, anche quello , dalla
sua amorevole attenzione per la natura. "Fin da piccolissimo mi
affascinavano i dettagli, i particolari, le piccole cose della
natura. Una passione innata e irrinunciabile." Nonostante
Milano.."A Milano sono nato e ho sempre vissuto, ma avevo
molte occasioni per visitare luoghi che potessero soddisfare
questo mio interesse. Ad esempio la nonna : abitava nel Veneto
quando ancora l'ambiente laggiù non era degradato. Per me era
un Eden. Ricordo le paludi , bellissime e le barche a fondo
piatto dei pescatori da cui rubavo immagini suggestive di
canneti e fondali"
La voglia di "rubare" immagini e poi
fissarle, quindi, è nata allora? "Allora e anche prima. Il
disegno è sempre stato per me qualcosa di spontaneo, anche
questo innato. Certo poi l'ho coltivato, cercando sempre di
migliorare."
Ma doveva essere già bravo, Pozzi, ecologo in
tempi non sospetti, se a quattordici anni illustrava i
cartelloni per il Ministero dell'agricoltura e a quindici
pubblicava articoli, ovviamente illustrati, sula Domenica del
Corriere...
"Il primissimo ? ...Sui pipistrelli. Si' il titolo suonava più
o meno così: sarà brutto ma è una buona bestiola, Insomma
volevo sfatare un pò di dicerie su un animale che mi sembrava
bistrattato. Poi ne seguirono molti altri che mi valsero, tra
l'altro, l'amicizia (relativamente alla differenza d'eta ') con
Dino Buzzati che in quegli anni, 55 - 56, ne era direttore
artistico"
I suoi giardini esatti : bacche, insetti,
farfalle; le sue tavole, diventano da allora una consuetudine.
Si specailizza in entomologia. Pubblica libri : mondadori,
Rizzoli, Fabbri... E il successo, anche in termini di pubblico,
lo raggiunge con la "Guida agli insettio" che ha pubblicato nel
'76 con la Fabbri. Un volume cui tiene molto , ma ad un altro
di più.."Si chiama "Il giardino delle farfalle". è uscito per
la Rizzoli nel 1980. Le illustrazioni, i testi, rispettano il
rigore sccientifico. Ma sono in versi. è un poema lirico sulle
farfalle., Perchè la natura va vuista anche da un'angolazione
poetica. Se sospendiamo, o meglio, se aggiungiamo qualcosa ad
una visione puramente scientifica, scopriamo quanto aiuto può
dare a comprendere noi stessi e la nostra esistenza."
Una visione classica , dove scienze umane ed esatte non abbiano
confini troppo netti... "Si. è un modo per scoprire come un
prato di lucciole possa sembrare il rovescio del cielo."
Lucciole, foglie, minuzie, ma anche orizzonti più vasti,
visioni d'insieme. Alla Galleria Niccoli Pozzi ha esposto gli
originali di 250 disegni pubblicati, ma anche quadri, appunto,
di più libero respiro..."Ci tengo molto. Li dipingo en plein
air alla maniera degli impressionisti. Mi piace cogliere
l'attimo fuggente della campagna lombarda : i filari di alberi,
i ponticelli, i mulini..."
Un passatempo, per una volta, che ha gli stessi gesti del lavoro...."Si. Anche se qui posso mettere
da parte il rigore del dettaglio, le regole che mi impone la
professione."
Ma la mostra non è l'unico motivo che ha
cobndotto Pozzi a Parma. Sono sue le tavole didatiche del
giardino naturale, il birdgarden apena inaugurato alla scuola
Bottego e suo è il corso di disegno naturalistico che inizia
il 6 ottobre nella nostra città. "Ho accolto con grande
piacere le iniziative che con tanto entusiasmo Angela
Mezzatesta mi ha proposto. Il corso in particolare consisterà
in cinque colloqui (non mi faccia dire lezioni ) per imparare
insieme a guardare la natura, a usare acquerelli e colori. è
proprio per tutti, Anche per chi non ha mai avuto
dimestichezza con matite e pennelli. Saremo al Circolo di
Lettura , grazie anche all'interessamento dell'Editore Battei,
che ha apprezzato molto l'iniziativa,"
Pozzi ha l'aria soddisfatta ...". In fondo continuo a realizzare lo stesso
desiderio che avevo da ragazzo : far conoscere e far amare la
natura. Come facevo io."
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