Otto lezioni dal Corso di Estetica del Prof. Francesco Piselli. A.A. 1995-1996


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Principio di contraddizione
Inventario del conoscibile
Conoscere è fare

Principio di contraddizione

La conoscenza ha due forme: è o conoscenza intuitiva o conoscenza logica; conoscenza per la fantasia o conoscenza per l'intelletto; conoscenza dell'individuale o conoscenza dell'universale; delle cose singole ovvero delle loro relazioni; è, insomma, o produttrice d'immagini o produttrice di concetti (1).

La conoscenza, secondo questa chiara enunciazione all'incipit dell'Estetica, ha "forme"; aver forma qui significa essere questo o quest'altro; in particolare la conoscenza è intuitiva oppure logica con esclusione di terze forme, ciò portando a concludere che "intuitivo" e "logico" siano termini contraddittori. Se la conoscenza è intuitiva, allora non è logica, se è logica non è intuitiva. Croce, avendo assunto innanzitutto il principio di contraddizione, lo presenta in un'applicazione di primordiale importanza come questa è.
Inventario del conoscibile
Altra opposizione fra l'individuale, che è una cosa singola, e l'universale, che è la relazione fra cose singole (ma gli opposti non sono nello stesso genere). La conoscenza è "di" o "per". La prima, soltanto cognitiva, si dedica all'individuale oppure all'universale; è intuitiva nel primo caso, logica nel secondo. La conoscenza "per", che è funzionale, a sé stessa porta o la cosa singola, ed allora è intuitiva e fantasia; oppure l'universale, ed allora è logica e intelletto. Quando la conoscenza è intuitiva "di" cose singole e "per" la fantasia, produce immagini (sinonimo: intuizioni), altrimenti produce concetti. L'inventario del conoscibile è terminato, perché lo "spirito conoscitivo", identico al conoscente "uomo", non conosce se non immagini (intuizioni) concetti e nient'altro. (2).

Conoscere è fare

" Conoscenza, intuizione, concetto, fantasia, intelletto, universale, individuale", che la frase adottò come facili e già depositate locuzioni, non devono distrarre, con la quantità di espandimenti e dubbi cui si prestano, dall'asserto passante sotto il loro vello: che la conoscenza "produca", dove produrre è un fare, sicché conoscere risulta fare. Croce tanto ha appreso dalla poesia, la quale primamente indusse a dimettere in favore della produzione (e anche qui, l'opposizione è massima: o produzione, oppure ricezione, oppure nient'altro) l'antiquato concetto di conoscenza come ricezione (3).
La conoscenza produttrice di intuizioni è quella per Croce interessante in sede estetica. Essa fa immagini di cose singole; ma queste, se sono cose singole, sono indivisibili. Non si confonda dunque, con la fattura fantastica delle immagini, un qualsiasi "ammucchiarle" ovvero "tagliuzzarle, trasceglierle, ricombinarle". Se da psicologo (Croce ama disputare in psicologia) qualcuno sostiene un'immaginazione meramente scompositiva e compositiva per via d'associazione, sia informato che questa, unicamente "adatta a combinazioni estrinseche" sarebbe "parassita" (4) della fantasia produttrice, perché le dovrebbe le immagini unitarie che sono mira e modello del suo scomporre e comporre.

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