Seconda lezione inizio
Postulazione del possibile
Oggettivazione
Postulazione del possibile
La fantasia è in cospetto di una "materia psichica" avente caratteri
sia cognitivi, che affettivi (volitivi, emozionali), questi secondi,
raccolti sotto il titolo di "sentimento", (termine che significa "gioia e
affanno, piacere e dolore, forza e abbandono, serietà e levità,
e via dicendo" (5) essendo di importanza prevalente. "La materia è
mutevole" (6) per cui le si addice il titolo di "onda o flusso" (7). Essa
stando "ancora di qua dello spirito" e detta pure "naturalità ",
è il contraddittorio del prodotto, perché "lo spirito umano" la
"subisce, ma non produce" (8) ; per cui, se attribuiamo l'esistenza
soltanto al prodotto della conoscenza (dello spirito), la materia "non
esiste" o piú precisamente, come vedremo, esiste poco e male. Croce
la postula, assegnandole in generale la massa inespressa al di qua dello
spirito (9).
Ma se possiamo postularla non è in sé contraddittoria ed
è pertanto possibile.Tolto lo spirito che è il reale, si
dà soltanto la materia; dunque essa è tutto il possibile, o
brevemente: il possibile.
Sorge dunque esistendo piuttosto che il possibile una cosa singola
intuíta, e reale autenticamente, se, al posto del flusso materiale,
si presenta alla conoscenza (allo spirito) quale suo prodotto un oggetto
intuizione (immagine). L'intuizione a esito della fattura è stata,
oltre che "della", "per" la fantasia; e dunque lo spirito ha detto a
sé, messo "a sbalzo" e stabilizzato per sé il suo prodotto.
Con enfasi su questo oggettivante mettere a sbalzo per sé,
diciamo l'intuizione "espressione". Se l'espressione manca, non c'è
neppure intuizione (10).
L'intuizione è di cose singole, e quindi essa stessa non
può che risultare indifferenziata. Oggettivare intuendo non implica
dunque un'opposizione come fra realtà esterna od interna, e nemmeno
come fra realtà e irrealtà:
Nell'intuizione noi non ci contrapponiamo come esseri empirici alla realtà esterna, ma oggettiviamo senz'altro le nostre impressioni, quali che siano (11) Intuizione vuol dire indistinzione di realtà e irrealtà, l'immagine nel suo valore di mera immagine, la pura idealità dell'immagine (12).L'atteggiamento di contrapposizione fra io empirico e intuizione oggettivata presa come realtà esterna non è d'altra parte fondato perché la cosiddetta realtà esterna è proprio l'oggettivo negato. L'intuizione ha intuíto il possibile facendolo tutt'uno indifferenziatamente con l'esistente che ha posto, e conseguendo cosí la vera realtà con la quale, come non ha a che fare la vulgata contrapposizione fra io e reale esterno, neppure ha a che fare un collocamento spaziotemporale, come provano tante esperienze di oggettivazione (fra l'altro anche estetica) in cui spazio e tempo mancano (13).