Otto lezioni dal Corso di Estetica del Prof. Francesco Piselli. A.A. 1995-1996


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Postulazione del possibile
Oggettivazione

Postulazione del possibile
La fantasia è in cospetto di una "materia psichica" avente caratteri sia cognitivi, che affettivi (volitivi, emozionali), questi secondi, raccolti sotto il titolo di "sentimento", (termine che significa "gioia e affanno, piacere e dolore, forza e abbandono, serietà e levità, e via dicendo" (5) essendo di importanza prevalente. "La materia è mutevole" (6) per cui le si addice il titolo di "onda o flusso" (7). Essa stando "ancora di qua dello spirito" e detta pure "naturalità ", è il contraddittorio del prodotto, perché "lo spirito umano" la "subisce, ma non produce" (8) ; per cui, se attribuiamo l'esistenza soltanto al prodotto della conoscenza (dello spirito), la materia "non esiste" o piú precisamente, come vedremo, esiste poco e male. Croce la postula, assegnandole in generale la massa inespressa al di qua dello spirito (9).
Ma se possiamo postularla non è in sé contraddittoria ed è pertanto possibile.Tolto lo spirito che è il reale, si dà soltanto la materia; dunque essa è tutto il possibile, o brevemente: il possibile.

Oggettivazione

Sorge dunque esistendo piuttosto che il possibile una cosa singola intuíta, e reale autenticamente, se, al posto del flusso materiale, si presenta alla conoscenza (allo spirito) quale suo prodotto un oggetto intuizione (immagine). L'intuizione a esito della fattura è stata, oltre che "della", "per" la fantasia; e dunque lo spirito ha detto a sé, messo "a sbalzo" e stabilizzato per sé il suo prodotto.
Con enfasi su questo oggettivante mettere a sbalzo per sé, diciamo l'intuizione "espressione". Se l'espressione manca, non c'è neppure intuizione (10).
L'intuizione è di cose singole, e quindi essa stessa non può che risultare indifferenziata. Oggettivare intuendo non implica dunque un'opposizione come fra realtà esterna od interna, e nemmeno come fra realtà e irrealtà:

Nell'intuizione noi non ci contrapponiamo come esseri empirici alla realtà esterna, ma oggettiviamo senz'altro le nostre impressioni, quali che siano (11) Intuizione vuol dire indistinzione di realtà e irrealtà, l'immagine nel suo valore di mera immagine, la pura idealità dell'immagine (12).

L'atteggiamento di contrapposizione fra io empirico e intuizione oggettivata presa come realtà esterna non è d'altra parte fondato perché la cosiddetta realtà esterna è proprio l'oggettivo negato. L'intuizione ha intuíto il possibile facendolo tutt'uno indifferenziatamente con l'esistente che ha posto, e conseguendo cosí la vera realtà con la quale, come non ha a che fare la vulgata contrapposizione fra io e reale esterno, neppure ha a che fare un collocamento spaziotemporale, come provano tante esperienze di oggettivazione (fra l'altro anche estetica) in cui spazio e tempo mancano (13).

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