Otto lezioni dal Corso di Estetica del Prof. Francesco Piselli. A.A. 1995-1996


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Possesso
Liberarsi dal concetto

Possesso

Punto: che oggettivando si sta "possedendo" e questo soltanto vale. Si danno infatti intuizioni non spaziali né temporali; ad esempio di colori, tonalità sentimentali, interiezioni, volizioni. Spazio e tempo sono relazioni, e quindi non hanno a che fare con l'intuizione. Come dimostra l'esperienza psicologica, quando si è a collocare spaziotemporalmente le intuizioni si deve abbandonarle in favore della riflessione e del concetto (per dire espressione intuizione contemplazione, Croce ha portato ancora, lo si osservi, prodotti artistici, qui della narrativa e della musica).
"L'uomo" in universale è un concetto o relazione che implica la cosa singola "uomo artista": "Ognuno di noi è... un po' pittore, scultore, musicista, poeta, prosatore" (14). La cosa singola (il correlato) reagisce beneficamente sull'universale (sulla relazione) quando "l'uomo artista" libera poeticamente "l'uomo". Elaborando le impressioni, scacciando (e questo è artistico) le passioni (15) "l'uomo" si libera da esse. Altrimenti: oggettivandole, le distacca da sé e si fa loro superiore, ciò che equivale al massimo dell'arte (16).
Le impressioni rientrano nel divenire perché onda flusso tumulto. Quando tale divenire è soltanto ricevuto dall'"uomo", questi rispetto ad esso si trova in inferiorità. Se invece egli oggettiva il flusso e tumulto, passa all'azione produttrice. Questa azione produttrice è lo stesso che conoscere, sicché l'"uomo" conoscendo in atto è libero di conoscere (fare). Innanzitutto era "sé ", quindi ha da sé tolto ogni soggezione passiva, ciò che implica aver scacciato le passioni. Scacciarle da sé significa allogarle in posizione dove stiano oggettivate, ovvero contemplare il sentimento. Dell'oggettivando (le passioni) e dell'oggettivante (il sé) adesso il secondo è "superiore" in quanto "formando", afferrando, elaborando l'onda inoggettivata (inespressa) del possibile che trapassava in uno stato basso del divenire (tumulto, flusso) ne ha "preso possesso". Non distaccarsi tiene in basso, distaccarsi porta in alto. Alto e basso non sono luoghi spaziali (la spazialità non vale per l'intuizione), ma di possesso e soggezione.

Liberarsi dal concetto


L'intuizione oggettivante è originaria; il concetto ne dipende. In quanto dipendente dall'intuizione, il concetto ne è meno libero. Se l'intuizione manca del meno libero, è piú libera. Doppiamente liberante dal possibile è dunque l'intuizione, una volta dalle impressioni (materia informe), un'altra dalle relazioni (concetto). Ponete nel concetto la realtà: ripeterete un inesatto modo di dire. Reale infatti perché originaria fra le due forme del conoscere è quella intuitiva; ciò che ancora una volta viene provato dal fare artistico, nel quale ravvisiamo pure che gli opposti originari sono fra loro come gradi comunicanti e subordinati (17).
Fra i gradi, primeggia in assoluto temporale, antropologico e gnoseologico il poetico:

L'espressione è... prima affermazione dell'attività umana (18).... è conoscenza, libera da concetti e piú semplice che non sia la cosiddetta percezione del reale (19) ... l'arte è... intuizione affatto scevra di concetto e di giudizio, la forma aurorale del conoscere, senza la quale non è dato intendere le forme ulteriori e piú complesse (20) .

Ora, l'estetica "libera la conoscenza intuitiva da qualsiasi soggezione intellettualistica" (21). Essa stessa dunque liberando l'intuizione l'oggettiva ovvero esprime, sicché la "scienza estetica" rientra essa stessa nell'espressione poetica. Ciò che esprime è lo stesso darsi aurorale della vita dello spirito. L'incipit, altrimenti dogmatico, dell'Estetica, era un detto poetico.
L'estetica intuisce l'intuizione come "qualcosa di ritagliato o risaltante sul fondo psichico delle sensazioni" (22). Se il fondo psichico non si sfarina sotto sbalzo e ritaglio, esso non è dunque tanto vaporoso, tanto inconsistente. Minimamente, è quel non contraddittorio postulabile oltre i margini bassi dello spirito, di cui può l'estetica produrre almeno un concetto (23).
Non propriamente un concetto. Per dire che "materia informe" e "fondo psichico" esistono pur se non originariamente, un'intuizione pittorica sopravviene: "Prima che scatti la scintilla poetica non ci sono figure rilevate nella luce e nell'ombra, ma il buio" (24).
Tornando al concetto di concetto: prove dell'ultimo asserto vengono dalla tradizione ontologica. Constatiamo che la poesia esiste; ma se esiste "non sorgerebbe" a spese di un "prima" veramente nullo. E nessun prima può essere tale perché "il niente non è niente, ma è un momento negativo, che come tale si origina da un positivo". Il carattere negativo, identico a disordine, è dovuto alla mancanza di oggettivazione: "niente di determinato... è il caos ... il caos è un semplice momento negativo" (25). Fa da cerniera alla prova la fede, che a Croce fu offerto da un'originaria intuizione da lui ritenuta estetica, nel darsi effettivo della poesia.
La "scintilla poetica", che "irradia luce" e "rileva figure", "foggia, plasma, forma". Nel corso della formazione sono insieme luce ed ombra. Pur se non contraddittorie, restano almeno contrarie, talché, all'atto espressivo che le pone a confronto, fra loro deflagra una lotta (26), portando attenzione alla quale si riesce a "intravvedere" il momento negativo (27). Postularne il concetto era, dopotutto, superfluo.

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