Possesso
Liberarsi dal concetto
Punto: che oggettivando si sta "possedendo" e questo soltanto vale. Si
danno infatti intuizioni non spaziali né temporali; ad esempio di
colori, tonalità sentimentali, interiezioni, volizioni. Spazio e
tempo sono relazioni, e quindi non hanno a che fare con l'intuizione. Come
dimostra l'esperienza psicologica, quando si è a collocare
spaziotemporalmente le intuizioni si deve abbandonarle in favore della
riflessione e del concetto (per dire espressione intuizione contemplazione,
Croce ha portato ancora, lo si osservi, prodotti artistici, qui della
narrativa e della musica).
"L'uomo" in universale è un concetto o relazione che implica la
cosa singola "uomo artista": "Ognuno di noi è... un po' pittore,
scultore, musicista, poeta, prosatore" (14). La cosa singola (il correlato)
reagisce beneficamente sull'universale (sulla relazione) quando "l'uomo
artista" libera poeticamente "l'uomo". Elaborando le impressioni,
scacciando (e questo è artistico) le passioni (15) "l'uomo" si libera
da esse. Altrimenti: oggettivandole, le distacca da sé e si fa loro
superiore, ciò che equivale al massimo dell'arte (16).
Le impressioni rientrano nel divenire perché onda flusso
tumulto. Quando tale divenire è soltanto ricevuto dall'"uomo", questi
rispetto ad esso si trova in inferiorità. Se invece egli oggettiva il
flusso e tumulto, passa all'azione produttrice. Questa azione produttrice
è lo stesso che conoscere, sicché l'"uomo" conoscendo in atto
è libero di conoscere (fare). Innanzitutto era "sé ", quindi
ha da sé tolto ogni soggezione passiva, ciò che implica aver
scacciato le passioni. Scacciarle da sé significa allogarle in
posizione dove stiano oggettivate, ovvero contemplare il sentimento.
Dell'oggettivando (le passioni) e dell'oggettivante (il sé) adesso il
secondo è "superiore" in quanto "formando", afferrando, elaborando
l'onda inoggettivata (inespressa) del possibile che trapassava in uno stato
basso del divenire (tumulto, flusso) ne ha "preso possesso". Non
distaccarsi tiene in basso, distaccarsi porta in alto. Alto e basso non
sono luoghi spaziali (la spazialità non vale per l'intuizione), ma
di possesso e soggezione.
L'intuizione oggettivante è originaria; il concetto ne dipende.
In quanto dipendente dall'intuizione, il concetto ne è meno libero.
Se l'intuizione manca del meno libero, è piú libera.
Doppiamente liberante dal possibile è dunque l'intuizione, una volta
dalle impressioni (materia informe), un'altra dalle relazioni (concetto).
Ponete nel concetto la realtà: ripeterete un inesatto modo di dire.
Reale infatti perché originaria fra le due forme del conoscere
è quella intuitiva; ciò che ancora una volta viene provato dal
fare artistico, nel quale ravvisiamo pure che gli opposti originari sono
fra loro come gradi comunicanti e subordinati (17).
Fra i gradi, primeggia in assoluto temporale, antropologico e gnoseologico
il poetico:
L'espressione è... prima affermazione dell'attività umana (18).... è conoscenza, libera da concetti e piú semplice che non sia la cosiddetta percezione del reale (19) ... l'arte è... intuizione affatto scevra di concetto e di giudizio, la forma aurorale del conoscere, senza la quale non è dato intendere le forme ulteriori e piú complesse (20) .