Irresistibile stato espressivo
Esse tuttavia sono ricercate dallo spirito perché gli fanno da aiuto
alla memoria, e ricercandole esso le vuole: "Il fatto della produzione del
bello fisico importa la vigile volontà che si sforza a non lasciar
andar perdute certe intuizioni", ed è per questo che
"l'attività pratica entra in relazione con quella estetica". Di
contro, l'espressione non dipende dalla volontà personale: "Noi non
possiamo volere o non volere la nostra visione estetica" (60). Se insorge
lo "stato espressivo", non gli si resiste (61).
È vero che la conoscenza "matura" implica comportamenti corporei,
strumenti, materie; ma non come quei diminuiti esistenti che nella prassi o
nelle scienze o nell'ingenuità diciamo corpo, strumenti e materia,
bensí facendoli effettivamente esistere quali partecipi dello
spirituale stato espressivo, cui attraverso la sfinestratura aperta dalle
espressioni, con grande soddisfacimento per la filosofia dell'Uno-Tutto,
possiamo teatricamente assistere (62).
Ciò che vediamo in scena è la produzione dell'esistente
oggettivo (il mondo) piuttosto che l'onda del possibile e a spese di
questa: per Croce, una creazione. La conoscenza, creando le intuizioni e
gli intuíti che essa stessa è, si esibisce come l'uno che in
sé pone tutto l'esistente.Tale è la lezione della scienza
estetica per la filosofia intera, ed è pure fondazione dello
spiritualismo assoluto. E come la scienza estetica è vera scienza a
confronto delle "costruzioni intellettuali" naturalistiche, cosí il
mondo poetico è vero mondo a confronto della materia informe e dei
concetti. Nel confronto, fra loro compenetrati oscillano oggettivo e
inoggettivo, materia e intuizione, opera d'arte e strumento pratico.
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