Otto lezioni dal Corso di Estetica del Prof. Francesco Piselli. A.A. 1995-1996


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Sesta lezione Inizio

Irresistibile stato espressivo

Esse tuttavia sono ricercate dallo spirito perché gli fanno da aiuto alla memoria, e ricercandole esso le vuole: "Il fatto della produzione del bello fisico importa la vigile volontà che si sforza a non lasciar andar perdute certe intuizioni", ed è per questo che "l'attività pratica entra in relazione con quella estetica". Di contro, l'espressione non dipende dalla volontà personale: "Noi non possiamo volere o non volere la nostra visione estetica" (60). Se insorge lo "stato espressivo", non gli si resiste (61).
È vero che la conoscenza "matura" implica comportamenti corporei, strumenti, materie; ma non come quei diminuiti esistenti che nella prassi o nelle scienze o nell'ingenuità diciamo corpo, strumenti e materia, bensí facendoli effettivamente esistere quali partecipi dello spirituale stato espressivo, cui attraverso la sfinestratura aperta dalle espressioni, con grande soddisfacimento per la filosofia dell'Uno-Tutto, possiamo teatricamente assistere (62).
Ciò che vediamo in scena è la produzione dell'esistente oggettivo (il mondo) piuttosto che l'onda del possibile e a spese di questa: per Croce, una creazione. La conoscenza, creando le intuizioni e gli intuíti che essa stessa è, si esibisce come l'uno che in sé pone tutto l'esistente.Tale è la lezione della scienza estetica per la filosofia intera, ed è pure fondazione dello spiritualismo assoluto. E come la scienza estetica è vera scienza a confronto delle "costruzioni intellettuali" naturalistiche, cosí il mondo poetico è vero mondo a confronto della materia informe e dei concetti. Nel confronto, fra loro compenetrati oscillano oggettivo e inoggettivo, materia e intuizione, opera d'arte e strumento pratico.

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