15. In conclusione ai lavori P. P. Donati si e' soffermato sul senso religioso presente nella civilta'
europea di questi ultimi anni, tornando a sottolineare diversi aspetti emersi anche nel corso
dei precedenti interventi. Dio non e' a suo avviso destinato a scomparire dagli orizzonti
dell'uomo occidentale, anzi e' come se per certi aspetti Dio si approssimasse quanto piu'
possibile, ponendosi pero' paradossalmente anche nella piu' radicale lontananza e alterita'.
Dio diventa infatti il senso della relazione, della relazione umana, di cio' che vi e' di umano
nella relazione, e nasce cosi' "una nuova semantica della trascendenza": un trascendere
non solo andando oltre, ma anche - etimologicamente - "scendendo fra", scendendo in cio'
che sta fra gli uomini. E' stato del resto proprio il monoteismo biblico ebraico-cristiano a
portare all'uomo questo messaggio, il quale ha poi inevitabilmente modificato il simbolismo
di tutte le altre religioni: Dio, che e' Persona, non si da' nella realta' ma nella relazione, nella
somiglianza.
Ora, il recupero di questo carattere originario della Rivelazione puo'
comportare oggi secondo Donati una vera e propria morfogenesi (e non solo metamorfosi)
del senso religioso, ovvero un cambiamento genetico relativo al modo di mettersi in relazione
con Dio. Questo e' del resto un motivo che corre parallelo al passaggio dal moderno al post-moderno (passaggio che, in definitiva, possiede una matrice teologica): la religiosita' infatti
non e' piu' un evento fisso nel corso di una vita e subisce un'evoluzione a seconda delle eta'; il senso religioso, inoltre, appartiene sempre meno alle culture stabilite e si presenta semmai come ricerca, secondo un processo che si potrebbe definire come una
soggettivizzazione di Dio (meglio: dei comportamenti, delle credenze, dell'immagine di Dio),
come un'uscita dalle forme codificate (la proliferazione delle sette). Sulla religione, in altri
termini, agisce secondo Donati quella tendenza del post-moderno che spinge a rovesciare
tutto nel suo opposto, in modo che Dio stesso diviene una sorta di "generatore della
diversita'". Tale profilarsi della nuova religiosita' come convertibilita' assoluta provoca una
polarizzazione del senso religioso in due direzioni: 1- Dio e' identificato con l'incertezza, col
mistero ed e' proiettato in un luogo ultramondano; 2- Dio e' identificato nel povero e il senso
religioso nell'assistenza sociale, nell'azione benevolente. Si tratta di due significati capaci
di coesistere e che spezzano la connessione fra mistero e dono tipica della religiosita'
"moderna": prima nel povero si vedeva il sovrannaturale, ora invece nell'immanenza non
c'e' piu' la trascendenza. Anche se il legame fra uomo e Dio (fra natura e grazia) subisce
evidentemente una trasformazione che lo rende assai piu' complesso e confuso, non si puo'
pero' dire che venga meno il senso di trascendenza, che si debba prendere atto di una
completa secolarizzazione (la categoria della secolarizzazione e' per Donati insufficiente); il
sacro sta piuttosto vivendo - come s'e' detto - un processo di morfogenesi, grazie al quale oggi si presenta perlopiu' secondo un codice simbolico immanente (New Age).
Sorge allora un paradosso; la religione - come Nietzsche perentoriamente affermava - non
puo' certo esistere senza la trascendenza e quindi il "futuro di Dio", conclude Donati, rimane
legato a uno spostamento dei confini tra immanenza e trascendenza, a una nuova
mediazione dei rapporti fra Dio e mondo che non faccia riemergere la relazione ne' dal lato
dell'immanenza (sette dello scientismo, ultramondanizzazione della religione), ne' da quello
della trascendenza (sette neomonacali, neoprofetiche basate su forte emozionalita'), ma che
sia di stimolo per una morfogenesi del significato relazionale della figliolanza. Proprio questa
e' infatti la missione del laicato oggi: elaborare nuove categorie simboliche per recuperare il
significato del mondo nella sua relazione con Dio, considerando che cio' che c'e' di divino e'
cio' che c'e' di piu' umano nella relazione dell'uomo. Dio e' disceso nella relazione fra gli
uomini, ed e' appunto vivendo questa relazione con i figli di Dio che l'uomo puo' rinascere autenticamente Cristiano.
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