2.     Stefano Zamagni ha mostrato come la dimensione religiosa possa contribuire alla soluzione delle nuove questioni poste dalla transizione alla societa' post-fordista: sarebbe possibile a suo avviso non cedere al determinismo fondato su un passivo adattamento alle esigenze del mercato, visto che non e' pur nulla comprovata l'incompatibilita' fra un orizzonte assiologico religiosamente ispirato e le leggi dell'economia. Il mercato non deve percio' essere pensato come coestensivo a una sfera di interessi privati, poiche' anche la societa' civile puo' cooperare al progresso economico. Limite della visione liberal-individua listica sarebbe pertanto quello di ritenere che il mercato sia in grado di aggregare i diversi senza far riferimento alla nozione bene comune; non pare infatti possibile riconciliare i conflitti fondamentali a partire dalla scelta degli individui (e dalla libera contrattazione fra di essi), come e' testimoniato, del resto, dalle difficolta' che si incontrano quando si tenta di arrivare per via democratica a scelte sociali: non si tratta di un difetto del mercato in quanto tale, visto che l'insuccesso deriva piuttosto dalla pretesa di fondare un processo decisionale sull'aggregazione di scelte individualistiche rinvianti a un piano meramente economico. Per far fronte a tale modello Zamagni propone di recuperare la visione della societa' civile presente in alcune teorizzazioni pre-illuministiche basate su una concezione del rapporto interpersonale come valore in se' e del mercato come istituzione sociale capace di conciliare l'interesse individuale con quello collettivo; non si puo' infatti escludere a priori che il perseguimento del bene della societa' civile possa assecondare anche gli interessi del mercato: si pensi ad esempio a come il perseguimento univoco del self-interest non possa che incoraggiare ad aspettarsi il peggio dagli altri, finendo cosi' per far emergere anche il peggio di noi e riducendo drasticamente l'utilizzabilita' pratica della fiducia, della relazionalita', della reciprocita' fra gli individui. E' dunque muovendo da simili considerazioni antropologiche che diviene secondo Zamagni possibile intravedere una forma di razionalita' economica che mantenendo un riferimento religioso, cominci a presentarsi anche sul mercato avanzando legittime pretese di successo economico.

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