5. Le tradizionali dimostrazioni dell'esistenza di Dio sono state oggetto di critica anche da
parte di Marco Olivetti; muovendo dalla constatazione che porre il problema filosofico di Dio
oggi equivale a porre il problema dell'intersoggettivita', Olivetti ha mostrato come
l'elaborazione moderna della filosofia della soggettivita' abbia proceduto parallela alla crisi
della metafisica intesa come onto-teologia. Entrambe abbandonano infatti l'analogia a
vantaggio dell'univocita' e dell'univocazione onto-teologica, impedendo alla filosofia del
soggetto di guadagnare la dimensione della intersoggettivita'. Non si tratta infatti di pensare
Dio o l'altro, bensi' di pensare a Dio e all'altro, liberando il pensiero del soggetto dalla sua
concettualita' ideale apriorica e impedendo cosi' che l'intersoggettivita' si riduca a una
soggettivita' iterabile, impersonale, fungibile, universalizzabile.
L'"eccedenza" presente
in ogni autentico pensare all'altro (quale ad esempio quello comandato dai precetti
evangelici "amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore" Mt 22,37 e "amerai il prossimo
tuo come te stesso" Mt 22,39) rende ormai inutili le tradizionali prove ontologiche -
quand'anche avesse senso fare di tale definizione kantiana una categoria storiografica -
che appaiono invece come l'acme dell'univocazione. L'argomento anselmiano del
Proslogion, infatti, non e' per nulla ontologico e si caratterizza semmai per una dimensione
interlocutiva in cui, come in Agostino, ci si rivolge a Dio alla seconda persona singolare; Dio
non e' qui il concetto di un'essenza, ma l'"eccedenza del pensiero", il maggiore di cio' che
umanamente possa essere pensato.
Volendo pertanto stabilire quale sia il futuro di Dio
oggi, si tratta di radicalizzare la filosofia della soggettivita' passando dal cogito al loquor, cioe'
da una filosofia del pensiero ad una filosofia del dialogo fondata sull'analogia del soggetto:
un'analogazione del soggetto messa in moto dal rivolgersi allocutivo prendente cura
dell'altro. Tale e' la via a Dio tipica, secondo Olivetti, della post-modernita'.
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