Di Roberto Pinzani

E' trascorso un anno dalla scomparsa improvvisa del Prof. Lorenzo Pozzi. Il ricordo per la sua intensa attività di studio e d'impegno non può essere disgiunto da quello per la sua umanità cordiale che comunicava attraverso (e nonostante) le diverse obbligazioni dei discorsi competenti e della vita accademica.

Il Prof. Pozzi nasce a Milano il 21 giugno 1936. Studia all'Università Cattolica, dove è allievo di Sofia Vanni Rovighi. Si laurea nel 1959 discutendo una tesi su S. Tommaso. Intraprende l'attività di docente percorrendo i vari gradi dell'insegnamento primario e secondario, fino alla nomina a Direttore Didattico. Dal 1964 è assistente volontario presso il Dipartimento di Filosofia dell'Università di Parma; assistente ordinario dal 1970, e professore associato dal 1982.

Nell'ambito della ricersa universitaria il suo interesse si concentra sui vari aspetti della logica medievale. La prospettiva è quella della lettura critica dei testi, preparata da un lungo e meticoloso lavoro sulla tradizione manoscritta. Tra i numerosi studi ricordiamo le seguenti monografie: Studi di logica antica e medievale (Padova, 1974), dove analizza la sillogistica di Boezio e la teoria della divisione (argomento su cui tornerà più volte). L'edizione della Summa Dialetice Artis di Guglielmo da Lucca (Padova, 1975), un importante documento sulla sistemazione scolastica della logica in epoca post-abelardiana. Le conseguenze nella logica medievale (Padova, 1978), una rassegna di studi e testi sulla teoria della deduzione. Il mentitore e il medioevo (Parma, 1987), sui sofismi "insolubili", un tema a cui tiene in modo particolare e su cui ritorna in numerosi articoli e interventi. La coerenza logica nella teoria medievale delle obbligazioni (Parma,1990) sulla disputa e le tecniche di argomentazione elaborate in modo formale nelle scuole basso medievali. Di recente cura per la Biblioteca Universale di Rizzoli un'edizione del Proslogion di S. Anselmo. In preparazione, sempre presso Rizzoli l'edizione annotata e commentata De divisione di Boezio, testo ricostruito confrontando numerosi manoscritti sparsi nelle biblioteche europee. I suoi ultimi articoli sono: "Castità e lussuria in Tommaso d'Aquino", Philo-Logica 9 (1996) e "La logica formale nel XIV secolo" in Con-tratto (1996).

La logica era concepita dai maestri medievali come introduzione ad ogni altra arte e disciplina, essendo definita ars artium et scientia scientiarum; secondo Pozzi in questa sua veste ancor oggi essa può proporre da un lato un modello di soluzione del problema di formare una capacità critica negli studenti, da un altro servire alla loro crescita umana e sociale. Uno dei meriti del suo medioevo era infatti quello di «aver creato le condizioni per la nascita del moderno uomo democratico, ossia dell'uomo amante della propria e altrui libertà intellettuale».
Questa breve rievocazione dell'opera di Lorenzo Pozzi lascia evidentemente molti aspetti in ombra, per esempio i suoi interessi filosofici in senso ampio che l'avevano portato a rivisitare autori come Anselmo d'Aosta e S. Tommaso, oppure la rivista Philo-Logica di cui era stato tra i fondatori e direttore fino all'ultimo numero consegnato nelle sue mani in quella primavera del 1996. I molti impegni nel sociale e le attività umanitarie delle quali in realtà poco voleva parlare, le curiosità, il carattere, l'intera Persona, rimangono per sempre nel nostro ricordo.
Il Dott. Roberto Pinzani è Dottorando di Ricerca in Logica nell'Universitàdi Bologna. Cultore della Materia Storia della Logica Medioevale nell'Università di Parma, ha lavorato col Prof. Pozzi fino agli ultimi istanti. Living Philosophy si associa con commozione al ricordo del Collega e Amico, Maestro di scienza e di vita.