"il Glauco Lombardi"

di Rita Guidi


Il fortepiano intatto con lo spartito di Verdi, i manti e i velluti e i ricami di platino, i ritratti di re...

In questo silenzio che fa più bianchi e superbi gli stucchi alle pareti, ogni nome e ogni sguardo rimanda ad una storia illustre.
Colpisce l'eleganza. Intensa e appena austera. Forse è per questo che è rimasta, per quel chè di imperiale, il mito di un'età.
Il Museo Glauco Lombardi è un canto a questa età...

"Questo Museo, che assicura e custodisce alla città di Parma le memorie d'arte e di vita di un illustre passato, raccolte dal Prof.Glauco Lombardi in lunghi ed operosi anni di appassionata ricerca, provvidero a istituire il Comune di Parma e la Banca del Monte nell'anno 1961". Così l'epigrafe lungo lo scalone della Fondazione, situata nel Palazzetto di Riserva. Uno spazio d'arte, reinventato e stuccato (quei bianchi stucchi...) da Ennemond Petitot, e dunque esatta cornice al parmigianissimo splendore di Sette - Ottocento : Maria Luigia, innanzitutto. E che dire ( o aggiungere ) ? Forse un senso pieno di femminilità: oltre allo strascico superbo del suo manto ducale, o al celeberrimo ritratto, lucido e imponente, di Imperatrice (di J.R. Lefevre), ci sono le cassette da lavoro (ricamo, pittura, scrittura), quel piano, con lo spartito dei Lombardi alla prima crociata che Verdi le aveva dedicato, i gioielli ricercati e inconsueti (bracciali a maglie - a volte - lavorate con capelli suoi o del piccolo Re di Roma ); o ancora la Coppa della puerpera, elegantissima porcellana dorata e bianca donatale in occasione della nascita di Napoleone II_. Napoleone Francesco Giuseppe Carlo (o più semplicemente Franz, come lo chiamava la madre) nasce alle 9.20 del 20 marzo 1811, a Parigi. La notizia sarà diffusa a Parma, tre giorni dopo, dal Giornale del Taro (che sostituì la Gazzetta in epoca napoleonica), ma qui, come della culla ("d'argento dorato arricchito di madreperla, nell'interno guarnita di velluto arancio, le cortine foderate di raso bianco, sono di trina seminato di api d'oro...") non vi è traccia. Con probabile tormento del Lombardi, che scrisse nell'introduzione al catalogo: "Avere un ideale di pubbliico decoro e perseguirlo con costanza è uno dei segreti per dare alla propria attività uno scopo civile, e questo ho provato nel corso di 60 anni, togliendo dal mercato antiquario - unicamente con i miei mezzi economici - opere d'arte che fanno parte essenziale della nostra storia ed erano in procinto di passare all'estero...".

Non mancano invece, ingiallite e minuziose, le lettere del giovane Re di Roma. Circa venticinque, immediate e commoventi, pervase, alla luce dei fatti, da un malinconico destino. Scrive infatti nel 1821: "Prego continuamente per mio padre defunto, come il mio cuore e i tuoi insegnamenti materni mi ordinano di fare..." E ancora : "Ho il triste presentimento di morte senza avere ricevuto il battesimo del fuoco..." E accanto, in data 22 luglio 1832, la copia della Gazzetta di Parma in cui se ne annuncia il decesso, a Vienna.

Indistinte caducità umane ed imperiali. Napoleone ritratto dal Gerard è laggiù a ricordarlo. Nelle altre stanze, gravide di quadri e nobiltà, sopravvive su tutto, questa sì immortale, l'arte di Fragonard e Thomire, del Petitot, del Bettoli e del Toschi. Certo splendore parmense è a volte senza nessuna retorica.



Informazioni
Ingresso gratuito
da ottobre a marzo:
orario feriale: 09:30/12:30 - 15:00/17:00 - orario festivo: 09:30/13:00
da aprile a settembre:
orario feriale: 09:30/12:30 - 16:00/18:00 - orario festivo: 09:30/13:00
chiuso il lunedì