Aristide Barilli (nato nel 1913)


Autoritratto
Aristide Barilli si è diplomato, nel 1930, all'istituto d'arte Paolo Toschi di Parma. Nel 1936 è diventato giornalista ed è cominciata così per lui una doppia vita: quella del cronista, attenta ai fatti esterni del mondo, e quella del pittore, sensibile alle più interne risonanze dell'uomo e della natura. Di questa duplice personalità di Aristide Barilli ha scritto assai bene Pietro Bianchi, il grande critico cinematografico, nella presentazione della mostra del nostro pittore tenutasi nel 1962 al circolo della Stampa di Milano: " I suoi quadri parlano chiaro; c'è unità di ispirazione anche se le località di cui si è nutrito il sentimento dell'artista sono lontane e diverse. Su tutti i dipinti aleggia quella nobiltà culturale di chi, anche se costretto ai negozi tempestosi dell'esistenza, sa tuttavia preservare intatto, nel segreto del cuore, quel vert paradis des amours enfantines di cui ha parlato indicibilmente Charles Baudelaire". Nel solco del suo insegnamento opera la figlia Giannina.