Teatro Regio di Parma
Stagione Lirica 1997-8

venerdì 27, sabato 28 febbraio(ore 20,30),
domenica 1 (ore 16), martedì 3 marzo (ore 20,30)


HÄNSEL E GRETEL
Commedia fiabesca in tre quadri di Adelheid Wette
Musica di Engelbert Humperdinck
con Piero Terranova, Carla Di Censo, Gabriella Sborgi,
Paola Quagliata, Patrizia Patelmo, Chiara Chialli


Orchestra Sinfonica dell'Emilia Romagna "A.Toscanini"
Direttore e concertatore: Massimo De Bernart
Coro di voci bianche della Corale Verdi di Parma
Maestro del Coro: Silvia Rossi
Regia: Lorenzo Arruga
Scene e costumi: Italo Grassi
Nuova produzione e allestimento del Teatro Regio di Parma
in collaborazione col Comunale di Bologna e partecipazione dell'As.Li.Co
Complessi artistici e tecnici del Teatro Regio di Parma







Nascita dell'opera
Breve guida ad Hänsel e Gretel
Caratteristiche musicali
Fortuna dell'opera
Hänsel e Gretel a Parma
L'allestimento
Discografia







Chi era Humperdinck
Engelbert Humperdinck nacque primo di quattro fratelli il 1° settembre 1854 a Siegburg in Renania, da una tradizionale famiglia dell'antica borghesia tedesca. La madre, Geltrude Hartmann, dotata di una pura voce sopranile, aveva infuso l'amore per la musica al figlio, cantando al sera in casa i Lieder della tradizione tedesca e accompagnandolo in teatro a Bonn. Già tredicenne tentava di comporre i primi Lieder. Ottenuta la licenza superiore, si iscrisse alla facoltà di Architettura. Insoddisfatto però della scelta, tornò alla musica, presentando le proprie composizioni al direttore del conservatorio di Colonia, che lo incoraggiò a scrivere e a entrare nella scuola musicale della città. Dopo il diploma usufruì di una borsa di studio recandosi a Monaco dove presentò le prime composizioni mature, d'influenza schumanniana e wagneriana. Viaggiò in Italia dove incontrò Wagner, che gli chiese di collaborare alla messa in scena di Parsifal a Bayreuth. È l'incontro fondamentale per la sua carriera, quello che lo segnerà professionalmente e gli farà per sempre rimpiangere di non avere appreso mai abbastanza. Qui, conosce anche Liszt. Dopo la morte di Wagner, Humperdinck è a Parigi e in Spagna. Nel 1884 è nominato direttore d'orchestra al teatro civico di Colonia, e nell'anno successivo è chiamato al conservatorio di Barcellona, che lascia dopo poco tempo. Nel 1892 insegna pianoforte a Francoforte sul Meno, dove comincia a comporre i propri lavori più importanti. Dopo Hänsel e Gretel proverà con un nuovo soggetto Die Königskinder (I figli del re), che ebbe minore successo. Nel 1895 si ritira a Boppard sul Reno, dove compone la "Rapsodia Maura" e nel 1900 si porta a Wannsee vicino a Berlino, dove dirige una scuola di composizione della Reale Accademia delle Arti. Ancora minor successo, con una cadua alla prima, ebbe Dornröschen (Rosaspina) dopo la quale decise di cimentarsi nel comico con Die Heirat wider Willen (Il matrimonio senza volontà), diretto da Richard Strauss all'Opernhaus di Berlino nel 1905. Compose un piccolo melodramma, Weihnachtstraum (Sogno della notte di Natale), la pantomima Das Wunder (Il miracolo) l'opera Die Marketederin (La vivandiera) e l'opera comica Gaudeamus. Recatosi a Londra, vi si ammala e, colpito da ictus cerebrale, va a Merano in convalescenza. Muore a Neu Sterlitz nel 1921.



Nascita dell'opera
Humperdinck realizzò la partitura sulla storia di Hänsel e Gretel basandosi non sulla favola popolare fissata su carta dai fratelli Grimm ma su una versione di Ludwig Bechstein (1845) che, a differenza dei Grimm, portati a una forte conservazione della forma e del contenuto popolare dei racconti, si prendeva l'autonomia di ampliare le parti che si prestavano a una elaborazione della descrizione realistica. Non era estraneo al testo di Bechstein un pizzico di denuncia sociale delle condizioni delle classi meno agiate, cosa che negli anni Novanta del secolo scorso, all'epoca cioè del lavoro di Humperdinck, era letterariamente molto di moda.
Ma per arrivare a questa decisione bisogna risalire al maggio del 1890, quando la sorella di Humperdinck, Adelheid Wette, aveva chiesto al fratello di musicarle alcuni Lieder da lei composti sul soggetto di Biancaneve per farli cantare ai bambini in occasione del compleanno del marito. Il successo delle quattro canzoncine, successo meramente casalingo, spinse Humperdinck a comporre un Singspiel di cui il signor Wette curò la parte poetica, il padre del compositore ne usò la drammaturgia, la sorella ne ritoccò il testo. L'idea di ricavare un'opera dalla favola di Hänsel e Gretel viene a Humperdinck verso il dicembre 1890. La sorella lavorò al testo eliminando le parti più crudamente realistiche e aggiungendo le figure magiche di Sabbiolino e Rugiadino. Il debutto avvenne il 23 dicembre 1893 al teatro di corte di Weimar, con la direzione addirittura di Richard Strauss, peraltro in mezzo a una diffusissima epidemia influenzale. Altre due repliche avvennero a Monaco (direttore Hermann Levi) e a Karlsruhe (direttore Felix Mottl). Il triplice battesimo sotto i tre più autorevoli direttori wagneriani del momento assicurò fortuna immutata all'opera, che divenne uno dei momenti fondamentali del teatro musicale in lingua tedesca. L'opera è molto rappresentata in Francia e Inghilterra, in traduzione, e in italiano per anni è stata rappresentata col titolo di Nino e Rita.



Breve guida ad Hänsel e Gretel
Il preludio di Hänsel e Gretel, eseguito spesso nei paesi tedeschi anche isolatamente, contiene come di prassi per questo tipo alcuni dei temi dell'opera: dopo un introduzione affidata ai corni e ai fagotti, su cui dopo otto battute si inserisce la trama degli archi, che sfocia nel corale che di lì a poco costituirà la canzoncina dei genitori ricordata da Gretel; seguono i temini del risveglio dei bambini, della rinascita dopo la redenzione e del sortilegio, con un accenno al tema della golosità. (Durata: circa 8').
(Avvertenza: i frammenti di testo citati di seguito sono tradotti liberamente in italiano, non corrispondono alla traduzione di questo allestimento parmigiano, e sono puramente indicativi)
Il primo quadro si apre con i due fratellini intenti uno a legare una scopa e l'altra a fare la calza al focolare; una cellula di quattro suoni affidata per primo al clarinetto e poi ripresa da oboe e flauti, sviluppa poi il temino di ingenua spensieratezza su cui canta Gretel. A un certo punto Hänsel interrompe la sorellina: ha fame e la mamma non torna! L'orchestra modula a Sib minore con i lamenti degli oboi e dei fagotti su quello di Hänsel ("Da sette giorni pane e acqua"); Gretel lo rimbrotta ricordando quello che cantavano i genitori: quando il cuore è crucciato, il Signore stende la sua mano (temino con le voci raddoppiate dai fiati). Hänsel però non si convince: con la preghiera la fame non passa. L'orchestra ora in Lab accompagna l'invocazione di Hänsel: sono giorni che non si mangia niente di buono. Ma Gretel lo zittisce dicendogli che brontolando sembra il grugnito di un orco: l'immagine piace al ragazzino e l'allegria ritorna: Gretel apostrofa l'orco che viene a turbare la quiete in un duettino con un tema a note puntate dei fiati. Poiché la letizia è tornata, Gretel vuole confidare un segreto al fratellino: la mamma farà una torta di riso con il latte che ha portato la vicina di casa! La notizia fa impazzire di gioia Hänsel che immerge un dito nel latte e succhia, subendo il rimbrotto della sorella, che lo invita a lavorare. Ma Hänsel ne ha poca voglia e invita Gretel a sgranchirsi le gambe ballando su una canzoncina ("Vieni, fratellino, balla con me", ripresa da una melodia popolare della Westfalia), il cui testo nella versione tedesca originale presenta numerose onomatopee musicalmente felicissime. Ma improvvismanete irrompe la mamma: è così che ubbidite? Invece di lavorare state a far chiasso! li rimprovera. Ricompare in minore alle viole il temino cantato in apertura da Gretel. Lo stesso temino ritorna al basso interpretando l'accoramento di "papà e mamma che faticano e penano". Quando si accorge che le scope non sono finite, la mamma dà uno scapaccione al ragazzino e tenta di rincorrerlo, ma urta il tavolo e fa cadere la scodella col latte. Blocco armonico dell'orchestra: Hänsel ride in un angolo e alle minacce della madre esce di casa. La donna, spersa per il pasticcio, incarica Gretel di andare nel bosco a prendere delle fragole al posto della cena sfumata. La madre si abbatte sulla sedia, affranta, e si appisola: ma per poco, perché arriva il marito (Peter), annunciato in orchestra da un tema al corno, cantando tutto contento e un po' brillo, pregustando la cenetta. Apre la gerla e vuota ogni ben di Dio: uova, lardo, caffè, patate. E mentre la moglie comincia a preparare la cena, Peter racconta episodi accaduti durante la fiera in città. La personalità del padre è descritta dall'intreccio di almeno quattro temi che ne dipingono il temperamento vivace e il senso profondo della fame della miseria che domina la vita della famigliola. Quando si accorge che in casa non ci sono i bimbi e viene a sapere che sono nel bosco, comincia a fare segni di scongiuro. E se si perdessero al Sasso della Strega? Non lo sai che lì una Strega sta in agguato? Abita in una casa di marzapane e adesca i bambini, li nutre con dolci e poi li divora! Corriamo a salvarli! Inorriditi i due genitori escono di casa verso il bosco.
Il passaggio al secondo quadro è realizzato da un motivo orchestrale intitolato da Humperdick Tregenda (circa 4' e mezzo). Un fitto bosco si apre davanti ai due bambini, che camminano inconsapevoli raccogliendo le fragole. Gretel canta una canzoncina "Nel bosco c'è un ometto gentile", cogliendo fiori. A un certo punto si sente il canto del cuculo: la trama sinfonica tace e i due bambini si siedono a mangiare le fragole, finché si accorgono che le hanno finite tutte. Come fare ora? È tardi per raccoglierne altre, e il buio comincia a far paura a Gretel. Nell'oscurità gli oggetti prendono strane forme, sembrano apparire fuochi fatui e fantasmi. La paura ormai attanaglia Hänsel e Gretel. Poi la nebbia che infittiva la foresta sembra aprirsi e appare un omettino piccolino con un sacco sulle spalle: è il nano Sabbiolino che fa segni di amicizia ai due bimbi ed estraendo della sabbia dal sacco sparge granelli sui loro occhi: sono i granellini che danno il sonno e fa dimenticare il mondo reale unendoci al cielo, e i due fratellini cadono addormentati, non prima di aver pregato il Signore ("La sera voglio andare a dormire", la cui melodia appare già nell'ouverture e tornerà nel coro finale). Cala una luce bianca su di loro come una scala che dal cielo porta alla terra, e da essa scendono quattordici angeli che si dispongono attorno ai bambini, con gli ultimi due che prendono il posto dell'Angelo Custode concludendo il quadro su una soave pantomima orchestrale (circa 5').
Il terzo quadro si apre con il nano Rugiadino che fa sgocciolare la rugiada da un fiore sui due bambini, che si svegliano e pieni di meraviglia vedono la casa di marzapane circondata da un recinto di panforte. La strega esce di casa, vede i due ragazzini e li incanta con la bacchetta magica: rinchiude poi Hänsel per farlo ingrassare in una stia, mentre Gretel preferisce mangiarla subito, cominciando un rito selvaggio. Ma la bambina ha tenuto a mente la formula magica sentita dalla strega, entra nella casa e libera Hänsel; e quando la strega ordina a Gretel di controllare i dolci nel forno, i due bambini riescono a spingerla dentro, chiudono il portello e la strega brucia miseramente. Il forno scoppia nel momento in cui i dolci riprendono la forma di bambini, catturati in passato dalla vecchia, che riprendono vita vedendo i due fratellini. Mentre vedono la strega trasformarsi in dolce, i genitori arrivano sul posto riabbraciando i figli e intonano il motto di ringraziamento del padre: "Se l'affanno cresce, Dio ci dà la sua mano!".
Durata dell'opera: circa 90'



Caratteristiche musicali
Il linguaggio di Humperdinck, vistosamente wagneriano, appare sintetizzare, a una più attenta analisi, tutta l'eredità della musica tedesca da Mozart in poi, con chiari riferimenti a Bruckner e Brahms, nel tentativo di ridisegnare un mondo naturale antico e incontaminato, dove Bene e Male convivono. Sarà Mahler a raccogliere l'eredità di questo riassunto culturale della tradizione tedesca che Humperdinck elabora all'inizio dell'ultimo decennio dell'Ottocento. Con questo lavoro egli si appiccicò addosso per sempre la fama di maggiore autore di opere fiabesche tardo-romantiche, esaltato da alcuni colleghi e critici -in primis da Strauss (ma non da chi, come il maggior critico tedesco, Eduard Hanslick, lo tacciava di contraffazione wagneriana)- come autore di musica autenticamente tedesca, equamente distante dai temi wagneriani (amore-redenzione) e dal verismo, secondo una tendenza già avviata da qualche anno fra i musicisti tedeschi, nel tantativo di riappropriarsi della fiaba musicale come terreno per sperimentare drammaturgie e toni diversi da quelli imperanti per opera di Wagner. Lo stesso Wagner aveva indicato nel recupero della saga e della fiaba mitteleuropea il modo per evitare di cadere nel ridicolo riprendendo i vecchi temi operistici, o nell'imitazione (di lui stesso) scegliendo come soggetto il mito.
Nonostante la vicinissima e innegabile impronta wagneriana, Humperdinck mitiga gli schemi del linguaggio del grande maestro di Lipsia in un periodare sinfonico più tradizionale e discorsivo, memore della grande lezione cameristica classica e romantica. Il tematismo, ad esempio, non è rigidamente leitmotivico, e serve a Humperdinck tanto per richiamare alcune situazioni drammaturgiche o per sviluppare il lato semantico del discorso scenico, quanto per costruire architettonicamente la partitura. Di rado Humperdinck fa uso di ritardi o di eccessivi cromatismi; al contrario, è tradizionalmente legato a espedienti di imitazione e canone. Più wagneriana è la clausola di frase e l'armonia; come wagneriano è il gusto per l'interludio sinfonico, che in questa partitura ha due bellissimi esempi nei brani di passaggio alla fine del primo e del secondo quadro. Inoltre, la costruzione tematica, porta a una vera e propria tessitura di pezzi, chiaramente isolabili ma mai chiusi e sempre diluiti nel discorso sonoro continuo. Humperdinck si avvale per questo di Lieder e canti popolari, chiaramente riferibili a situazioni sceniche precise. Per curiosità, si noti che una melodia presentata sia in ouverture che durante la pantomima strumentale alla fine del secondo quadro e nel coro finale, di cui si è parlato sopra ("La sera voglio andare a dormire"), risale al Quattrocento, è stata spesso rielaborata da vari autori nella tradizione tedesca ed è presente anche in una variazione di un brano di Mozart (Ah, vous, dirais-je, maman, per pianoforte): in Hänsel e Gretel viene usata come melodia del Bene e simbolo della felicità.
Apparentemente facili, le parti vocali dei fratellini e della strega sono impegnative e presentano alcuni momenti difficili nell'esecuzione del fraseggio veloce, nella recitazione del personaggio e in acuti tenuti o percossi, quasi sempre nell'ultimo quadro. La strega necessita poi di balbettii ed emissioni nasali piuttosto difficili, che non debbono mai tuttavia abbondare in modo stucchevole. In generale, come accade per tutta la musica di stampo wagneriano, è fondamentale la resa orchestrale dei timbri che puntano alle fascinazioni e alle atmosfere dei climi psicologici dell'opera (dalla miseria della casa alla foresta buia e nebbiosa, all'incantesimo degli angioletti fino ai torbidi scenari nella casa della strega), e la pastosità delle voci, per integrarsi con questi colori orchestrali.
Il testo della Wette non toglie, nonostante l'apparizione dei due personaggi magici Sabbiolino e Rugiadino, l'aura oscura e simbolica che grava sulla vicenda, con tutti i riferimenti e le atmosfere ancestrali che pescano a piene mani in un immaginario onirico e patpedagogico insieme, con fantasmi, foreste buie, streghe cannibali, bambini killer e forno crematorio con un finale da girotondo con la famiglia che se la canta contenta, aprendo a tutte le possibili letture, anche sceniche, che a volte non dimenticano di attingere alla psicanalisi più facile o ai parallelismi più biechi con la realtà quotidiana.



Fortuna dell'opera
Hänsel e Gretel era tipicamente rappresentata, in Germania, nei giorni precedenti il Natale, e la tradizione, pur affievolita, resta tuttora. Dopo un anno dalla prima esecuzione, l'opera aveva già fatto il giro di una cinquantina di teatri, diretta anche da Mahler, e a metterne in ombra l'indiscusso successo riuscì solamente il breve ma travolgente trionfo dei veristi e soprattutto di Cavalleria rusticana. All'inizio del secondo decennio del Novecento era comunque ben salda nel repertorio di tutti i teatri del mondo. Un adattamento di Ludwig Andersen circolò a lungo con successo: consisteva nella sostituzione di alcuni passi con dialoghi parlati (tipo Singspiel) e in una riduzione dell'orchestra a complesso cameristico. È stato fatto anche l'esperimento di sostituire le voci dei protagonisti con quelle di bambini, ma l'idea non ha mai dato convincenti risultati. L'istinto liederistico di Humperdinck, unito alla vicinanza con la lezione drammaturgica di Wagner, diede il modello di un teatro musicale moderno a molti compositori novecenteschi, da Hindemith a Britten.



Hänsel e Gretel a Parma
Hänsel e Gretel ha un solo precedente nelle stagioni liriche del Teatro Regio, quello della stagione di Carnevale 1929-30, con tre spettacoli (30 gennaio, 1 e 2 febbraio 1930) diretti da Giuseppe Podestà, con Lorenzo Conati (Pietro), Carmen Tornari (Gertrude), Anna Masetti Bassi (Hänsel), Velia Giovannelli (Gretel), Bruna Castagna (Strega), Amelia Cigalla (Sabbiolino e Rugiadino). L'opera era data in combinazione con Le preziose ridicole, di Felice Lattuada.



L'allestimento
La regìa di questo allestimento prodotto dal Teatro Regio è curata da Lorenzo Arruga, musicologo ben conosciuto dai lettori di Musica viva, Panorama e Giorno, e anche dal pubblico del Regio, che lo ha potuto ascoltare in alcune presentazioni di opere in cartellone durante gli incontri al Ridotto. Arruga ha operato sul testo qualche piccolo taglio per alleggerire la lettura scenica, consapevole che le realtà e le condizioni di ascolto musicale di fine Ottocento in Germania erano molto differenti dalle nostre, e che oggi si è perso qualcosa che in quella musica incantava l'orecchio dei contemporanei. Velocizzando l'azione, ha ridotto la durata a un'ora e mezza (senza intervallo); ha riorganizzato la strumentazione, affidandola a Luca Tessadrelli; ha soprattutto scelto di rendere comprensibile al pubblico il testo, facendo di persona una nuova versione ritmica sulla traduzione italiana di Carla Moreni. Arruga non vuole che questa resti solo una favola, vuole che diventi un apologo sull'infanzia di oggi, sulle violenze, sugli abbandoni, sulle diseducazioni, sulle povertà che affliggono i bambini in questo allucinante finale di millennio. E vuole che questa iniziazione alla vita che è il viaggio nel bosco dei due fratellini diventi un'iniziazione al teatro, e perché sia ancora più teatro le scene cambieranno a vista, con i tecnici sul palcoscenico a smacchinare lievemente su luci e apparati modernissimi. Immersi un'atmosfera surrealmente abbacinata, alla Max Ernst, con qualche superficie "un poco misteriosa e pur quotidiana", con una traduzione che coglie nelle diverse parlate e ritmi popolari le ancestrali ricerche di un mondo naturale intatto e perduto che sta nel cuore della musica di Humperdinck.



Discografia
Esistono in commercio parecchie buone in incisoni di Hänsel e Gretel, quasi sempre con grandissimi cantanti nei ruoli protagonisti ma anche in alcuni cameo come Sabbiolino o Rugiadino. Ne diamo qui le più reperibili su cd.
- Direttore Herbert von Karajan, con Elisabeth Grümmer (Hänsel) ed Elisabeth Schwarzkopf (Gretel), Philharmonia Orchestra (Emi, 1953).
- Direttore sir Georg Solti, con Brigitte Fassbaender, Lucia Popp, Walter Berry (Peter), Hamari e Schlemm, orchestra dei Wiener Philharmoniker (Decca).
- Direttore Jeffrey Tate, con A.S.von Otter (Gretel), B.Bonney, H.Schwarz, M.Lipovsek, orchestra della Radio Bavarese (Emi, 1989).
- Direttore sir Colin Davis, con Edita Gruberova (Gretel), Ann Muray (Hänsel), Christa Ludwig (La Strega), Gwyneth Jones (Gertrud), e l'orchestra della Staatskapelle di Dresda (Philips, 1992).
- Direttore Donald Runnicles, con J.Larmore e Z.Weikl, orchestra della Radio Bavarese (1994).
- Una eccellente edizione in compact video è quella diretta da sir Georg Solti, con B.Fassbaender, Hermann Prey e Sena Jurinac, orchestra dei Wiener Philharmoniker (Decca).



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