Israele? Dipende dai gusti. Può rappresentare "una vacanza di sole e spiagge offrerta da un'agenzia di viaggi" o "la terra di latte e miele", la terra promessa degli ebrei, oppure ancora il luogo della nascita di Cristo, la terra che "custodisce i tesori della Bibbia", una "bomba a orologeria piazzata nel cuore del Medio Oriente". Quel che è certo è che è terra di contrasti, di tradizioni, di tensioni, di montagne, di deserti, di foreste, e come al solito la somma di tutto questo ancora non è il tutto, cioè Israele. Per scoprirla meglio, meglio di quanto possano offrire giornali e riviste, è disponibile la versione aggiornata della guida Israele e Territori palestinesi (Edt-Lonely Planet, 419 pagine, 42mila lire), riscritta in terza edizione da Andrew Humphreys sul testo originale di Neil Tilbury. La guida, ricchissima di informazioni, è divisa in due parti. Nella prima, un centinaio di pagine, l'autore fornisce tutte le informazioni necessarie per il viaggio oltre a notizie sul paese e informazioni pratiche sulla vita in Israele. Per esempio, per entrare è sufficiente il passaporto ma molti visitatori cercano di non farselo timbrare perchè ci sono paesi che non riconoscono Israele, come la Siria, il Libano e gli stati del Golfo, e che impediscono l'ingresso nel loro paese a chi è stato in Israele (uno stratagemma può essere quello di farsi timbrare un pezzo di carta a parte). Le restanti trecento pagine rappresentano gli itinerari: Gerusalemme, Tel Aviv, Haifa, Galilea, Golan, Mar Morto, Negev, Sinai e Striscia di Gaza-Cisgiordania. Le dispute continue fra palestinesi e israeliani hanno impedito che quest'ultima diventasse una meta turistica - si legge sulla guida - ed è un peccato perchè in Cisgiordania ci sono alcuni fra i luoghi più interessanti della regione: Betlemme, Gerico, il monastero di Mar Saba, i suq medievali di Hebron e Neblus. In fondo alla guida un breve glossario, l'indice delle cartine (sono una sessantina), delle località e delle letture (le letture sono riquadri grigi con le curiosità, sparsi per il volume: come la "sindrome di Gerusalemme" ad esempio, una forma di pazzia che prende qualche centinaio di visitatori l'anno e che li fa credere essere personaggi della Bibbia). Poche foto a colori in pagine separate, qualche disegno.

Alessandro Gandolfi