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Latino Barilli (1883 - 1961) ![]() Autoritratto "Aveva un grande talento di pittore, naturale e splendido. Il suo rapporto con la pittura e con l'opera era dei più straordinari che io conosca. Lavorava con passione e con gioia o con fatica ... e una volta compiuta l'opera, l'abbandonava al suo destino ...". Così Roberto Tassi in quella che resta la monografia più intensa che sia stata scritta su Latino Barilli. Latino è il terzogenito di Cecrope e l'unico dei figli a seguire le orme paterne. Pittore per vocazione e per istinto, egli condivide l'insegnamento paterno insieme al coetaneo Amedeo Bocchi. Ma le loro strade si divideranno. Latino potrà avere un'intensa esperienza a contatto con i circoli dell'arte mitteleuropea a Monaco di Baviera, dove si era trasferito anche il fratello Bruno. Maturerà uno stile fatto realtà e di atmosfere, di armonie e di colori. Soprattutto formerà un suo mondo fantastico e pittorico che avrà come perno la casa dei Barilli. La casa avviata da Cecrope, ultimata a Parma da Latino sul finire del secolo diventa il luogo della mitologia di Latino. Lui è il cantore di quel luogo ideale e reale, umano e mentale, individuale e domestico: un luogo quasi ai margini del tessuto urbano o equivocamente collocato in uno sperone di case tra la città, il fiume la Pilotta e il Giardino. Lì si attua e cresce il mito di casa Barilli, fatta di rapporti col passato, ma soprattutto di sottili relazioni con l'attualità ed il presente di una famiglia e di una città. Come consumata nel presente è la pittura di Latino, a volte fatta di nulla, di materie pure, del cartone del fondo di una cassetta di munizioni, del legno di una porta e poi di colori, altrettanto puri, stesi non con parsimonia, ma con l'intelligente economia di chi sa esprimere molto ricorrendo all'essenziale. Latino rappresenta l'antitesi domestica del vagabondare del fratello Bruno. In lui è la fantasia a prevalere e l'armonia dei colori. Ma a suo modo anche lui, nel suo fare domestico, è un genio vagabondo. Le grandi occasioni (Venezia, Monaco) confermano il livello internazionale della sua esperienza, il suo confluire in quella "vasta area" che fu quella del post-impressionismo. Latino va oltre l'intimismo di certa pittura borghese. Nei suoi dipinti sin dalla giovinezza dimostra di cogliere il momento mentale e psicologico complesso. Latino come il padre è un pittore puro. "La pennellata di Latino, che forma per tutto il decennio il fondamento del suo stile, è un elemento di forza e delicatezza unite e di grande originalità formale" (Tassi). Capacità di lettura interiore e intuito nel tratteggiare una figura, una situazione; colloquio fatto di sensazioni pure nel porsi dinanzi al paesaggio, a quello noto di un cosmo frequentato con insistenza ancora alla sua casa di via Fonderie, l'orizzonte di case e di giardini che da essa potava spiarsi, le contrade di una campagna vissuta con quella passione per le cose semplici che aveva attinto anche dal padre. |